Passaggio Generazionale: il dato che nessuno vuole guardare
a cura di Strategic Management Partners
Su 100 aziende familiari italiane: 30 arrivano alla seconda generazione. 13 alla terza. 4 alla quarta. (Fonte: Family Firm Institute, cit. in AIDAF-EY/Bocconi)
Dietro quei numeri non ci sono solo aziende con prodotti deboli o clienti in fuga. Ci sono anche aziende sane, con margini buoni e un nome rispettato sul territorio.
Spesso quello che è mancato sono regole, ruoli, un piano per il “dopo”. E il tempo stringe: nei prossimi cinque anni quasi un’impresa familiare su sei (18%, AUB/Istat) dovrà affrontare il passaggio. Eppure la frase che sentiamo più spesso è sempre la stessa: “Tanto ci penseremo.”
Se il passaggio generazionale è uno dei momenti più delicati nella vita di un’azienda, perché è quello che pianifichiamo meno?
La visione di Strategic
Per Strategic il passaggio generazionale non è un evento da gestire il giorno della firma: è un percorso che richiede tempo, metodo e persone che lo guidino. Non esiste una ricetta valida per tutti, perché ogni famiglia e ogni impresa hanno dimensioni, compagine e obiettivi diversi. Per questo non partiamo dalle soluzioni, ma dalla comprensione di dove si è, chi vuole cosa e quali decisioni vengono rimandate. Solo dopo si sceglie la strada, su misura.
Il test: sei domande, due minuti
Abbiamo preparato un breve test di autodiagnosi: sei domande sì/no sulla tua azienda, per capire se il passaggio è già governato, se ci sono punti scoperti o se è il momento di muoversi. Non è uno strumento scientifico: è uno spunto per guardare ciò che di solito si rimanda.