1. Dal tool al processo: il redesign organizzativo come prerequisito
Il report MIT dimostra che la differenza tra il 5% di progetti che producono valore e il 95% che fallisce non è tecnologica ma organizzativa. Obiettivo di business definito prima dell’acquisto, owner interno responsabile, metrica di produttività concordata in anticipo e ridisegno del flusso di lavoro sono le condizioni che discriminano il successo dal fallimento. Comprare una licenza è un clic; trasformare un processo richiede mesi che nessuno vuole aspettare, ma che determinano tutto il ritorno.
Fonte: Tom’s Hardware
2. L’AI Factory: dalla sperimentazione perpetua alla capacità permanente
Cefriel propone il modello AI Factory per uscire dal purgatorio dei pilot. Non si tratta di un centro tecnologico, ma di un approccio che parte dai bisogni di business, traduce le esigenze operative in soluzioni sostenibili e integra progressivamente l’AI nei processi quotidiani. L’obiettivo è passare da una successione di progetti isolati a una generazione continua di valore, con governance condivisa tra CEO e CIO – due figure che oggi hanno aspettative disallineate sull’AI.
Fonte: ictbusiness.it
3. Governance dei costi: dal consumo illimitato al razionamento intelligente
Le aziende più avanzate stanno già introducendo meccanismi di controllo: dashboard individuali di spesa (Atlassian), routing dei task verso modelli meno costosi (Citi), valutazione di modelli open source come alternativa (GitHub), e chiusura delle metriche di gamification che incentivavano l’uso senza criterio (Amazon). Il passaggio da abbonamento flat a consumo a token rende ogni interazione misurabile – e impone una disciplina che prima non esisteva.
Fonte: Hardware Upgrade